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Tutte le novità del D.LGS. 73/2020

Pubblicato il nuovo decreto sull'efficienza energetica. Ecco la versione integrale da scaricare.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il D.Lgs. 14 luglio 2020 n. 73, impartisce misure per il miglioramento dell’efficienza energetica per il risparmio energetico nazionale e sancisce il principio europeo che pone l’efficienza energetica al primo posto.

 

Tra le principali novità:

aggiornamento del Conto Termico con ampliamento degli interventi incentivabili,

deroga agli strumenti normativi per alcuni interventi di riqualificazione energetica

ampliamento della platea dei risparmi di energia concorrenti al conseguimento degli obblighi normativi di efficienza energetica previsti fino al 2030.

 

Efficienza energetica, priorità europea

L’Agenda 2030, recepita dal Decreto, prosegue la direzione avviata dall’Accordo di Parigi (primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici), orientandosi verso uno sviluppo sostenibile, basato su 17 obiettivi, che include tre elementi fondamentali: la crescita economica, l’inclusione sociale e la tutela dell’ambiente.

 

Nuovo Conto termico

Il Conto Termico incentiva interventi per l‘incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni. Disponibili fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alle PA.

Le novità del conto termico hanno l’obiettivo di recepire gli adeguamenti e i mutamenti nel meccanismo nel settore civile non residenziale, sia pubblico che privato, nonché dell’esigenza di semplificare l’accesso al meccanismo da parte della pubblica amministrazione e dei privati, anche attraverso la promozione e l’utilizzo di contratti di tipo EPC, e dell’opportunità di ampliare gli interventi ammissibili, quali, ad esempio, gli interventi di allaccio a sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento efficiente e l’installazione di impianti di microcogenerazione.”

L’aggiornamento tiene conto delle disposizioni del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC), e in particolare:

  • prevedere l’inclusione degli interventi di riqualificazione degli edifici del settore terziario privato;
  • ampliare, senza costi maggiori per l’Utente, il contingente di spesa messo a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni;
  • Promuovere l’installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici.

 

In alcuni casi di interventi di manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia (Art. 13), al fine di ottenere una riduzione dei valori di trasmittanza come previsti dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 s’introduce il permesso di derogare “nell’ambito delle pertinenti procedure di rilascio dei titoli abitativi di cui al titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime dai confini di proprietà, alle distanze minime di protezione del nastro stradale e ferroviario, nonché’ alle altezze massime degli edifici. Le deroghe vanno esercitate nel rispetto delle distanze minime riportate nel codice civile”.

Queste misure, volte a favorire pratiche e interventi finalizzati al risparmio energetico ricalcano gli obiettivi energetico-climatici comunitari, tesi alla decarbonizzazione dell’economia, in una strategia a lungo termine, da qui al 2050, e adottati dall’Italia con il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

 

Diagnosi energetiche

Le diagnosi energetiche sono obbligatorie per le grandi imprese e quelle a “forte consumo di energia” ad eccezione di quelle “che hanno adottato sistemi di gestione conformi alla norma ISO 50001, a condizione che il sistema di gestione in questione includa una diagnosi energetica”. Il comma 3-bis aggiunge un’eccezione. Le grandi imprese che presentino consumi energetici complessivi annui inferiori a 50 tep, sono escluse dall’obbligo di eseguire una diagnosi energetica (con rinnovo ogni 4 anni) nei siti produttivi nazionali.

 

Sanzioni

Le grandi imprese e le imprese a forte consumo di energia sono soggette ad una sanzione amministrativa pecuniaria, irrogata dal Ministero dello sviluppo economico, variabile

  • da 4.000 a 40.000 euro, se non effettuano la diagnosi energetica
  • da 2.000 a 20.000 euro, se la diagnosi effettuata non è conforme alle prescrizioni.
  •  

Il DLgs 73/2020 aggiunge un ulteriore onere per il trasgressore. In caso di accertata violazione, infatti, il Ministero dello sviluppo economico, oltre alla sanzione pecuniaria, obbliga il trasgressore all’eseguire comunque la diagnosi energetica “entro il termine di novanta giorni dalla data della contestazione immediata o dalla data della notificazione del verbale di accertamento. Decorso infruttuosamente il termine dei novanta giorni entro cui eseguire la diagnosi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.500 a euro 15.000.”

 

Per scaricare il testo completo del D.LGS. 73/2020 fare clic qui

 

Per a ere informazioni su benefici per la tua azienda scrivi a sales@kerberos.energy

 

 

FONTE: InfoBuild Energia

 

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